La stima della possibile sanzione nel sistema ESG 5.0

Il nuovo sistema ESG 5.0 sta per vedere la luce. Oggi il team di ricerca algoritmica di ESGovernance S.r.l. ha ufficializzato il proprio schema di analisi e trattamento del rischio di reato, che costituirà una colonna portante del nostro strumento.

In questo articolo e nei prossimi che seguiranno, vogliamo rendere partecipi i nostri lettori di alcune caratteristiche del sistema, pubblicando i fondamenti dei passaggi logici, matematici e giuridici che hanno condotto alla realizzazione di quello che oggi è l’unico sistema di analisi e trattamento del rischio legato alla compliance, per la gestione della responsabilità d’impresa. Iniziamo quindi dalle specifiche tecniche di base del modello di calcolo della possibile sanzione, mentre in seguito condivideremo ampi stralci dei parametri di valutazione che abbiamo elaborato.

Ci auguriamo che questa iniziativa possa essere di interesse e costituire uno spunto di riflessione, fornendo l’occasione per un proficuo scambio di opinioni.

Stima della possibile sanzione pecuniaria e Parametri di Controllo dell’Attività Sensibile

Il sistema ESG contiene un sistema di calcolo della possibile sanzione associata a ciascuna Attività Sensibile che sia oggetto di Audit, e che contenga informazioni adeguate raccolte nel corso dell’analisi di aree di processo, attività sensibili, funzioni dell’organigramma, status di determinati processi particolarmente sensibili.

Il sistema delineato dal D.lgs. 231/2001 prevede che in caso di accertamento della responsabilità per un reato presupposto, ad un Ente (come definito nel decreto stesso) possa essere comminata un’adeguata sanzione; tale sanzione viene stabilita dal Giudice, in base agli artt. 10 e 11, secondo il seguente metodo:

1. Nella commisurazione della sanzione pecuniaria il giudice determina il numero delle quote tenendo conto della gravità del fatto, del grado della responsabilità dell’ente nonché dell’attività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti.

2. L’importo della quota è fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell’ente allo scopo di assicurare l’efficacia della sanzione.

Sulla base del dettato legislativo possiamo quindi dire che:

  1. il Giudice assegna un valore, detto Quota, determinato secondo da parametri dimensionali propri del soggetto stesso; 
  2. la Quota rappresenta l’elemento unitario di valore di una sanzione;
  3. per ogni reato presupposto la legge stabilisce il numero di Quote che possono venire attribuite nella sentenza (sanzione edittale, di seguito nelle formule, quote base), che moltiplicate per il valore della Quota, danno la “sanzione base”;
  4. il Giudice varierà rispetto alla sanzione edittale il numero di quote per commisurarle alla gravità del reato e a quanto l’ente abbia fatto per impedirlo; quindi il numero di quote è la variabile che rappresenta l’esito della sentenza;
  5. in sentenza, un numero di zero Quote equivale ad una assoluzione del soggetto; dal lato opposto, una sentenza può assegnare ipoteticamente fino al triplo della sanzione edittale massima (artt. 132 – 133 bis C.P.), e anche oltre, in casi particolari previsti dalla legge.

Abbiamo quindi:

Il sistema ESG procede ad un’analisi della pericolosità, riferita ad ogni “attività nel cui ambito possa essere commesso un reato” (art. 6 comma 2 lett. a D.lgs.231/2001 – di seguito per le nostre formule “Attività Sensibile”), attraverso un audit oppure un’analisi di dati massivi. L’analisi è demandata ad un auditor che compila una “scheda di controllo” riferita ad ogni Attività Sensibile, producendo una stima dell’esposizione in termini di sanzione economica; per fare questo viene replicato il metodo sopra descritto, e dato come risultato un valore stimato detto Sanzione Prevista.

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