La DLT acquista forza di legge. Cosa cambia nel diritto italiano?

L?art. 8 ? ter del c.d. Decreto Semplificazioni ? stato finalmente approvato e diviene parte della Legge n. 12/2019. Si tratta del primo riconoscimento giuridico della tecnologia blockchain in Italia, e promette di essere una vera rivoluzione nel nostro diritto, se il percorso tecnico giuridico sar? portato fino alle sue naturali conseguenze logiche.\r\nLa rubrica di legge ? gi? piuttosto esplicita, e si riferisce alle ?Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract?. Il nostro legislatore ha quindi consacrato il concetto di registri distribuiti e di smart contract, affidando poi ai primi due commi la definizione dei termini utilizzati.\r\nIl primo comma dell?articolo in questione d? una definizione interessante, sintetica e sufficientemente completa della tecnologia pi? innovativa degli ultimi anni, dicendo che ?Si definiscono ?tecnologie basate su registri distribuiti? le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l?aggiornamento e l?archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili.?\r\nLa definizione di smart contract ? invece affidata al secondo comma, che recita testualmente: ?Si definisce ?smart contract? un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o pi? parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall?Agenzia per l?Italia digitale con linee guida da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.?\r\nCome si pu? vedere, il secondo comma si spinge oltre l?aspetto definizionale, per giungere fin da subito ad attribuire un?efficacia giuridica assai importante, quale quello del riconoscimento della forma scritta, pur se a determinate condizioni. Tali condizioni consistono essenzialmente nel recepimento delle linee guida che dovranno essere fissate entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, da parte dell?Agenzia per l?Italia Digitale.\r\nLe linee guida diventano quindi il fulcro del funzionamento di tutto il sistema, ovvero del riconoscimento del valore giuridico di registri distribuiti e smart contract. L?agenzia per l?Italia Digitale porr? quindi i requisiti tecnologici che dovranno essere osservati da chi svilupper? le applicazioni, affinch? gli output delle applicazioni stesse abbiano il valore giuridico che la legge intende riconoscere a questi.\r\nParlando del valore giuridico che viene riconosciuto a questi output, sembra proprio che il valore di forma scritta sia riservato allo smart contract, con il risultato che le clausole di funzionamento dello stesso dovebbero a questo punto acquisire il valore di clausole contrattuali debitamente sottoscritte, e gli output del programma informatico dovrebbero avere ?forza di legge fra le parti? come vuole il codice civile.\r\nLa legge per? non dice tutto questo, n? sembra possibile che ci pensi l?Agenzia per l?Italia Digitale, che si occuper? prevalentemente della struttura software e delle modalit? con cui deve essere compilata.\r\nGli effetti civilistici dello smart contract saranno quindi oggetto di interpretazione, e daranno vita ad ampie discussioni per gli anni a venire.\r\nNel frattempo non possiamo che compiacerci per un intervento legislativo che pone il nostro Paese all?avanguardia nel sistema europeo e ancor di pi? in quello mondiale.\r\nLe notevoli implicazioni interpretative di questa materia ancora in fase costitutiva, saranno oggetto del nostro interesse per molto tempo ancora.\r\n

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