I modelli organizzativi alla luce del nuovo Codice della Crisi d’Impresa

Con il nuovo anno Istituto ISR ha provveduto ad adeguare le aree di processo e le attivit? sensibili del sistema ESG4.0 alla nuova normativa introdotta con il decreto legislativo che, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.\r\n\r\nLe modifiche al codice civile entreranno in vigore dal prossimo 16 marzo 2019. A partire da tale data dovranno cambiare la governance e gli assetti organizzativi delle imprese collettive.\r\n\r\nSi aprono inoltre nuovi scenari per quanto riguarda i doveri e le responsabilit? di sindaci e revisori.\r\n\r\nUna delle principali novit? introdotte dal nuovo Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza ? rappresentata dall’introduzione di specifici obblighi organizzativi in capo alle aziende.\r\n\r\nIn particolare l’art. 375 del CCII introduce l’espresso obbligo per l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo, contabile adeguato alla natura ed alle dimensioni dell’impresa anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuit? aziendale. A norma dell’art. 389, tale obbligo entrer? in vigore entro 30 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale, avvenuta in data 14/02/2019.\r\n\r\nEntro il 16 marzo 2019, gli imprenditori dovranno quindi dotarsi di un SISTEMA DI ALLERTA PREVENTIVA in grado di rilevare tempestivamente lo stato di crisi tramite l?adozione di indicatori di allerta precoce (early-warning).\r\n\r\nA norma dell’art. 375 l’obbligo si estende a tutti gli imprenditori che esercitano l’attivit? in forma societaria, senza distinzione di forma giuridica o fatturato.\r\n\r\nSi tenga presente che gli amministratori e l?imprenditore a capo dell?azienda, che in un futuro dovesse trovarsi in stato di crisi, non avendo istituito l’assetto organizzativo previsto dall’art. 375, risponderanno in prima persona sotto il profilo civile per i danni arrecati (anche ai terzi) dalla mancata funzione di vigilanza, e che l’azienda non potr? godere delle misure premiali previste dall?art. 25.\r\n\r\nIl sistema Cloudgovernance 2.0 dedicato alla gestione del sistema 231 nelle Societ? clienti di Cloudgovernance S.r.l., ? gi? stato adeguato all?analisi del rischio in questo ambito, e gli Organismi di Vigilanza, corrispondentemente, hanno provveduto ad iniziare gli audit interni di adeguamento del sistema alle diverse esigenze.

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